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La rinegoziazione del mutuo a tasso variabile passa dall’ISEE

E’ entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale il 13 maggio il Decreto Legge  70/2011 (“decreto sviluppo“), che ha modificato le condizioni e le scadenze per la  rinegoziazione del mutuo per acquisto o ristrutturazione con condizioni agevolate rispetto al mercato. Se prima la rinegoziazione era facoltà della Banca, questa misura stabilisce che in presenza di determinati requisiti la Banca è obbligata a riconoscere il passaggio dal variabile al tasso fisso, prorogando inoltre i termini al 31 dicembre 2012  e inserendo l’ISEE come parametro necessario alla definizione dei requisiti per accedere alla rinegoziazione.

Questi i requisiti stabiliti dal Decreto:
– il mutuo originario non deve avere importo superiore a 150 mila euro
– il mutuo deve essere destinato all’acquisto o la ristrutturazione di  unita’  immobiliari  adibite  ad abitazione (anche non abitazione principale)
– il mutuo deve essere a a tasso e a rata variabile per tutta la durata del contratto
– il mutuario deve presentare un modello ISEE non superiore a 30.000 euro
– il mutuario deve aver pagato regolarmente le precedenti rate del mutuo.

E queste le condizioni del nuovo mutuo:

Le nuove condizioni consistono in nuovo mutuo con un tasso annuo nominale fisso non superiore al tasso che si ottiene in base al minore tra l’IRS in euro a 10 anni e l’IRS in euro di durata pari alla durata residua del mutuo ovvero, se non disponibile, la quotazione dell’IRS per la durata precedente, riportato alla data di rinegoziazione alla pagina ISDAFIX 2 del circuito reuters, maggiorato di uno spread pari a quello indicato, ai fini della determinazione del tasso, nel contratto di mutuo. La rinegoziazione può prevedere anche un allungamento del piano di rientro del mutuo per un periodo massimo di cinque anni, purché la durata residua del mutuo all’atto della rinegoziazione non diventi superiore a venticinque anni.

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