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IMU – Cosa è e come si calcola

Con l’anticipo dell’entrata in vigore di decreti per il federalismo fiscale, dal 1 gennaio 2012 è tornata la tassa sulla prima casa. Dovranno pagare l’IMU (la vecchia ICI) tutti coloro che possiedono immobili perché ne sono proprietari, usufruttuari o detentori per altro diritto reale (es. diritto di abitazione).

Gli immobili che pagano l’IMU (case e terreni, per la parte relativa al reddito dominicale) non sono più assoggettati ad IRPEF e alle relative addizionali (ad esclusione degli immobili locati per i quali è dovuta alternativamente l’IRPEF o la Cedolare Secca). Ciò significa che per le case a disposizione e gli immobili dati in uso gratuito a familiari, non è più dovuta l’IRPEF, ma a differenza dell’ICI anche le case date in uso gratuito ai familiari verseranno l’IMU.

 

Come si calcola

Per le abitazioni, l’imponibile si calcola moltiplicando la rendita catastale x 1,05 (coefficiente di rivalutazione) e ancora x 160. Le aliquote Imu saranno poi stabilite da ciascun Comune aumentando o diminuendo l’aliquota ordinaria (0,4% per la prima casa e 0,76% per le altre proprietà) fino a un massimo dello 0,2% per la prima casa e 0,3% sugli altri immobili.

Sempre il Comune decide quali pertinenze (cantine, soffitte e autorimesse) possono pagare l’IMU con l’aliquota ridotta, al massimo però, questa agevolazione può essere concessa per un solo immobile per ogni categoria (se ad esempio il Sig. Rossi possiede l’appartamento in cui abita e due autorimesse: l’aliquota IMU ridotta spetta solo per 1 autorimessa ma se oltre all’appartamento possiede 1 autorimessa e 1 cantina: l’aliquota IMU ridotta spetterà  sia per l’autorimessa che per la cantina).

Il comune può aumentare le detrazioni fino ad azzerare l’imposta sulla casa di abitazione e sulle pertinenze; in questo caso, però, non può aumentare l’aliquota dovuta dai proprietari degli immobili tenuti a disposizione.

Detrazioni

Per l’imposta dovuta per la casa in cui si abita e per le relative pertinenze, è prevista una detrazione fissa di 200 euro. Se l’immobile è l’abitazione principale di più comproprietari, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

(se ad esempio marito e moglie sono comproprietari del loro appartamento e entrambi vi risiedono, il marito è proprietario per il 80% e la moglie per il 20%, dopo aver calcolato l’imposta dovuta per l’immobile, ripartita per il 80% a carico del marito e per il restante 20% a carico della moglie, ad ognuno dei due coniugi sarà applicata una detrazione di 100 euro.

Rendita catastale di 500,00 euro, Imponibile (500,00 x 1,05 x 16) di 84.000, l’imposta con un’aliquota all’ 0,4% è pari a 84.000 x 0,4% = 336,00.

Quota a carico del marito 80% = 336  x 80% = 268,80 imposta dovuta 268,80 – 100,00 = 168,80

Quota a carico della moglie 20% = 420  x 30% = 67,20 imposta dovuta 67,20 – 100,00 = 00,00).

 

Una ulteriore detrazione di 50 euro è prevista per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni.  Per usufruire della detrazione, il figlio deve essere anagraficamente residente nell’immobile che costituisce la casa di abitazione dei proprietari, anche se non fiscalmente a carico.

 

Quando si pagherà: il versamento dell’imposta dovuta al comune deve essere effettuato in due rate di pari importo: la prima con scadenza il 16 giugno e la seconda con scadenza il 16 dicembre.

Il contribuente può decidere di pagare l’imposta con un unico versamento entro il 16 giugno

Come si pagherà: le modalità di versamento dell’IMU saranno approvate nei prossimi mesi, con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze. Saranno parimenti approvati nei prossimi mesi anche i modelli di dichiarazione e, così come per l’ICI, le esenzioni dall’obbligo di presentazione della dichiarazione.

Manovra Monti “in pillole” – Pensione anticipata

La “Manovra Monti” ha introdotto importanti riforme sul fronte previdenziale pubblico e privato. Inas dedica uno speciale alle novità principali in essa contenute. Per coloro che maturano i requisiti a partire dal 1° gennaio 2012, in sostituzione della pensione di vecchiaia e di quella di anzianità, sono previste la pensione “anticipata” e la pensione di “vecchiaia”. Vediamo insieme le principali novità riguardanti la pensione “anticipata”.

Pensione anticipata

Tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e iscritti alla gestione separata possono conseguire una “pensione anticipata”, in presenza dei seguenti requisiti contributivi:

  • dal 2012: 42 anni e 1 mese per gli uomini; 41 anni e 1 mese per le donne;
  • dal 2013: 42 anni e 2 mesi per gli uomini; 41 anni e 2 mesi per le donne;
  • dal 2014: 42 anni e 3 mesi per gli uomini; 41 anni e 3 mesi per le donne.

Se la pensione anticipata viene conseguita a 62 anni di età, l’importo di pensione maturato sarà interamente riconosciuto. Prima del 62° anno, invece, sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate anteriormente al 1° gennaio 2012 sarà effettuata una riduzione:

  • dell’1% con un’età compresa tra i 60 e i 62 anni
  • del 2% con un’età inferiore ai 60 anni

Pensione anticipata nel sistema contributivo

In alternativa al trattamento pensionistico anticipato, gli uomini e le donne che risultano assicurati a partire dal 1° gennaio 1996 e che rientrano nel sistema contributivo puro, possono conseguire la pensione anticipata se in possesso di:

  • 20 anni di contribuzione
  • 63 anni di età
  • un importo della pensione non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, rivalutato annualmente in base alla variazione del Pil, determinato dall’Istat.

Adeguamento alla speranza di vita

A partire dal 2013, gli adeguamenti alla speranza di vita si applicano ai requisiti anagrafici di tutti i trattamenti pensionistici, nonché al requisito contributivo per la pensione anticipata.

Tutti gli adeguamenti successivi al 1° gennaio 2019 verranno applicati con cadenza biennale.

Ne deriva che:

  • 1° adeguamento: dal 1° gennaio 2013
  • 2° adeguamento: dal 1° gennaio 2016
  • 3° adeguamento: dal 1° gennaio 2019
  • 4° adeguamento e successivi: dal 1° gennaio 2021 al 1° gennaio 2023